Monday, March 23, 2009

ALMENO CHI RAPPRESENTA LO STATO LA SMETTA DI PARLAR MALE DELL'ITALIA

Resto disorientato dalle dichiarazioni del magistrato Cuno Tarfusser, il quale al telegiornale di Rai 3, invitato a commentare il ritorno in Parrocchia di don Guido Carli, ha risposto testualmente: “Meglio non commentare. In questo paese può succedere di tutto”.
Il disorientamento ha due motivazioni:
1) appare frutto di grande superficialità il fatto che un magistrato non si renda conto che il ritorno di don Carli in Parrocchia non dipenda da azione dello Stato italiano; ma da decisione dell’Organizzazione della Chiesa, indipendente nell’ambito dello Stato; in analoghe e ben più gravi situazioni verificatesi, ad esempio, in Austria e negli Usa, nessuno ha mai pensato dovesse intervenire il potere civile, per rimuovere religiosi dal loro ministero; pertanto, la censura nei confronti del Paese è assolutamente fuori luogo, a meno che non rientri nel ricorso di un abusato luogo comune;
2) trovo assolutamente inqualificabile che un magistrato che rappresenta lo Stato in un Organismo internazionale, rilasci dichiarazioni che esprimono disprezzo nei confronti di questo Stato, nei confronti del quale, tra l’altro, ha prestato giuramento di fedeltà.
Queste sono le cose che non dovrebbero davvero succedere.
Waldimaro Fiorentino

Wednesday, March 18, 2009

VENTISEI ANNI OR SONO LA SCOMPARSA DI RE UMBERTO II

Oggi si celebra in tutta Italia il ventiseiesimo anniversario dalla scomparsa del Quarto Re d'Italia Umberto II, S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele ha dichiarato: "Ventisei anni fa mio padre Re Umberto II ci lasciava dopo una lunga e dolorosa malattia. Lo ricordo sempre con amore perchè per me fu un padre attento e premuroso e soprattutto fu un esempio di amore ed abnegazione per la Patria. Non dimenticò mai l'Italia e per lui l'esilio fu certamente più doloroso della lunga malattia che lo portò alla morte. Sono felice di constatare, dai tanti messaggi che ogni anno ci giungono da tutta l'Italia, che Re Umberto II è sempre amato e rispettato da tutti gli italiani perchè fu un Sovrano irreprensibile. Nei suoi pochi anni di Luogotenenza e nel mese di Regno promosse alcune delle più importanti e basilari leggi su cui ancora oggi si fonda la Democrazia italiana, vorrei ricordarne alcune: il Voto alle Donne, lo Statuto Autonomo della Sicilia, il ripristino dell'uso della lingua tedesca in Alto Adige, il Decentramento, le Opere per il Sostegno delle Famiglie, l'abolizione del titolo di eccellenza e molti altri atti mai dimenticati. Vorrei che il suo ultimo desiderio potesse avverarsi in occasione dell'imminente 150° Anniversario dell'Unità Nazionale: possa mio padre essere sepolto al Pantheon dei Re d'Italia a Roma, insieme a mia madre la Regina Maria Josè, a Re Vittorio Emanuele III e ad Elena Regina della Carità. Sarebbe il momento solenne di pacificazione storica che l'Italia merita nell'anniversario della sua Sacra Unità Nazionale".