Waldimaro Fiorentino

Edizioni Catinaccio Bolzano


Home Libri Rivista Coerenza Editore Acquisto libri

Alto Adige e Savoia


Copertinalibro Alto Adige e Savoia

di Waldimaro Fiorentino
192 pagine; 120 fotografie; 16,00 euro

Il libro riproduce fotografie, alcune delle quali pressoché sconosciute ai più, e fa conoscere vicende storiche di notevole interesse.

Ad esempio, fa sapere che:

  • il primo incontro tra Alto Adige e Savoia avvenne nel 1328, allorché Beatrice di Savoia sposò Enrico ultimo conte del Tirolo e gli storici concordano nel sostenere che, qualora fosse vissuta più a lungo, il Tirolo avrebbe conservato la propria indipendenza;
  • nella cripta del duomo di Bolzano, è sepolta – imbalsamata e privata del cuore conservato in un’ampolla – la sorella di Carlo Alberto di Savoia, Elisabetta, che a Bolzano fondò l’Elisabethinum ed il Rainerum, che furono per decenni le più importanti istituzioni benefiche dell’Alto Adige;
  • Carlo d’Absburgo manifestava amarezza per il fatto che il Tirolo si fosse offerto a Vittorio Emanuele III;
  • la chiesa di Cristo Re venne edificata con il contributo finanziario di Umberto di Savoia, il quale intervenne alla posa della prima pietra e cui i domenicani manifestarono la propria riconoscenza con una intera parete affrescata con le immagini dei beati di Casa Savoia, tra i quali venne messo lo stesso Umberto di Savoia, il quale chiese la rimozione dell’effigie che lo riguardava;
  • a Merano sono sepolti il Principe Petar del Montenegro, il fratello della regina Elena, e la moglie americana Violet;
  • un ex assessore comunale di Bolzano e la moglie, campioni d’Italia di pattinaggio artistico, vennero esclusi dalle Olimpiadi del 1936, perché considerati tedeschi, ed invitati ad esibirsi dinanzi ad Umberto di Savoia;
  • il monumento alla Vittoria di Bolzano, visto dall’alto, riproduce lo scudo sabaudo e fu al centro di un acceso contrasto tra il capo del fascismo, che avrebbe voluto un monumento marziale, ed il Sovrano, che propendeva per un omaggio ai caduti del primo conflitto mondiale e che l’ebbe vinta;
  • in provincia di Bolzano vivono diversi parenti di Casa Savoia.

Queste e tante altre notizie ai più assolutamente sconosciute sono riportate nel quale si racconta come Vittorio Emanuele III affrontò il rapporto con la nuova provincia ed i suoi abitanti ed in particolare ammonì a prendere coscienza dei problemi degli sconfitti. Vi si legge della visita che il sovrano effettuò alla casa natale di Andreas Hofer e vi si riproduce un documento rarissimo: una pagina manoscritta, tratta dall’archivio di Luson, del diario di un parroco altoatesino, il quale, subito dopo la conclusione della prima guerra mondiale annotò: «Avendo l’Austria perso il suo Impero ed essendo in preda ad una irrimediabile dissoluzione, scelgo l’Italia, che almeno conservato una forte Monarchia liberale». Vi si trova pure la documentazione su una sorta di plebiscito che potrebbe aver determinato l’annessione al Regno d’Italia di tre comuni inizialmente non assegnati al nostro Paese.

Il volume riporta tutta una serie di storie legate al rapporto tra l’Alto Adige e Casa Savoia: di villa Boscoverde donata da una signora Nives Magno alla principessa Maria Beatrice di Savoia, che la concesse in uso gratuito al Circolo cittadino di Bolzano; fa conoscere le vicende dei discendenti di Emanuele Filiberto di Villafranca Soissons, che si trasferì in Alto Adige con incarichi nell’Opera nazionale combattenti, stabilendovisi definitivamente e dando origine ad una folta discendenza tuttora presente in questa provincia; un rampollo di questo ramo fu per anni dipendente della Biblioteca comunale di Bolzano, che, tra l’altro, ebbe come primo nucleo del suo patrimonio libri sui quali aveva studiato Vittorio Emanuele III.

Vi si traccia anche una succinta storia del mitico “Savoia cavalleria”, che ebbe sede a Merano; e si ricorda di un comandante del Corpo, che divenne Frate Domenicano, divenne Superiore della Chiesa di “Cristo Re” do Bolzano e poi docente di Università del Vaticano.

L’ultima parte del volume è dedicata a ciò che il legame con Casa Savoia ha prodotto in Alto Adige, per l’impegno di cittadini residenti in provincia di Bolzano: la presenza di consiglieri in diversi Consigli comunali; a Bolzano, tra l’altro venne eletto l’ultimo eletto in un organismo rappresentativo in tutta Italia, espresso da una lista dichiaratamente monarchica; ed a Bolzano, ad opera del consigliere monarchico, venne presentata già nel 1962, la prima proposta di “part time” nel lavoro femminile.

Infine, una squadra di basket che, per ben 34 anni, con il nome di “Savoia”, giocò a livello nazionale, con intensa attività anche internazionale, al punto da aver compiuto, per sole trasferte all’estero, un numero di chilometri pari a sette volte il giro intero del mondo.

Ordina il libro


torna su