Waldimaro Fiorentino

Edizioni Catinaccio Bolzano


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Italia patria di scienziati


copertina

Di Waldimaro Fiorentino ; pag. 432, 100 immagini, 30 €

Circa 100 storie di scienziati, scoperte, invenzioni fondamentali per la storia della civiltà, un indice di oltre 1.000 nomi, dei quali circa 800 di scienziati italiani, una serie di oltre 100 fotografie, alcune delle quali pressoché introvabili; alcune delle storie raccontate rivelano risvolti che ribaltano il comune patrimonio di conoscenze; tutto questo viene raccontato, con stile ed intenti divulgativi , in «Italia patria di scienziati» , pubblicato in questi giorni, a firma di Waldimaro Fiorentino, dalla «Edizioni Catinaccio Bolzano» .

Un sommario per ciascun capitolo ed intertitoli rendono più agevole la lettura e l'individuazione di scoperte, invenzioni ed episodi rilevanti.

Il libro esce con il patrocinio della SIPS , la «Società italiana per il progresso delle scienze» , prestigiosa istituzione nata nel 1839, ufficializzata nel 1905 ed alla quale fanno capo i «Premi Nobel» italiani. A scrivere la prefazione del libro è stato lo stesso presidente della SIPS Maurizio Luigi Cumo , ingegnere nucleare tra i più noti ed apprezzati in Europa.

432 pagine, dense di notizie, approfondimenti, che si propongono lo scopo di sfatare il pregiudizio di un'Italia estranea alle scienze. Così, si scopre che i numeri così come tutto il mondo oggi li conosce, gli occhiali, il microscopio, la stampa a caratteri mobili, la macchina da scrivere, il fax, il telefono, la radio, il telegrafo senza fili, la lampadina, diverse tappe nello sviluppo dell'elettricità, dell'elettromagnetismo, del volo, l'automobile e la motocicletta a benzina, le autostrade, il sismografo, il calcolo binario, il «personal computer» , lo sfigmomanometro, il pneumatorace, la seratonina, il polipropilene, ossia la plastica, la stessa penicillina sono tutte invenzioni italiane; e la scienza italiana - come dimostra il libro appena uscito - vanta la primogenitura o, comunque, posizioni di assoluto rilievo in una serie di altre importanti scoperte ed invenzioni, in ogni settore delle scienze, sino alla nascita dell'era nucleare.

Ma non è la sola scoperta che scaturisce dalla lettura di «Italia patria di scienziati» ; si scopre anche che l'Italia non ha avuto grandi scienziati soltanto nel passato, ma che anche ai nostri giorni l'Italia è rappresentata da una folta schiera di ricercatori di grande livello , che spesso sono capiprogetto in importanti centri di ricerca negli Stati Uniti, in Canada. Australia, Sud Africa.

Scorrono in rassegna nomi illustri e spesso colpevolmente dimenticati, come quelli di Leonardo Fibonacci, Gerolamo Cardano, Niccolò Tartaglia, Galileo Galilei, Alessandro Volta, Evangelista Torricelli, Bernardino Ramazzini, Ferdinando Palasciano, Carlo Forlanini, Scipione Riva Rocci, Giovanni Virgilio Schiaparelli, Antonio Meucci, Gugliemo Marconi, Enrico Fermi, Giulio Natta, per non citarne che qualcuno soltanto, sono glorie autentiche; così come lo sono la Scuola medica salernitana, la nostra scuola matematica, la Scuola di fisica dei "Ragazzi di via Panisperna", giudicata la più grande del mondo di tutti i tempi, la Scuola di medicina di Torino, che da uno stesso corso di Giuseppe Levi, espresse ben tre Premi Nobel: Salvatore Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini; la scuola italiana della medicina del lavoro che produsse il primo trattato al mondo su questa materia e che ebbe come sbocco la prima clinica di medicina del lavoro istituita in Italia con 20 anni di anticipo su qualsiasi altro paese del mondo; scuole che dimostrano che vi è stata un'epoca nella quale l'Italia ha saputo anche «fare sistema» .

Sono circa quattromila gli scienziati italiani che, nei secoli, hanno legato il proprio nome a studi e ricerche che hanno contribuito al cammino dell'umanità. E si tratta di scienziati di ogni regione d'Italia.

Questa ricchezza, tuttavia, viene quasi completamente ignorata dagli stessi italiani.

Il messaggio che scaturisce dal libro è quello di prendere coscienza di questa ricchezza del nostro Paese e di metterla a frutto, anziché permetterne lo sperpero; un messaggio rivolto agli enti pubblici, ma anche ai privati.

Quello uscito in questi giorni è il primo di una serie di tre, forse quattro volumi, che recheranno il medesimo titolo «Italia patria di scienziati» e costituiranno una sorta di enciclopedia popolare della scienza italiana .

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